I rifiuti di chi?
Ieri Iacona a Presa Diretta ha rovinato la digestione a molti. E’ sicuro. E io sono una di quelli, anche se ci sono delle riflessioni che vorrei affrontare perchè nel mio piccolo, come mamma, cerco non solo di downshiftare come posso, coinvolgendo la famiglia tutta (e riuscendoci a spizzichi e bocconi), ma mi impegno anche diminuire i rifiuti di casa e questo, modestamente, riesco a farlo.
Perchè? Perchè ho switchato, come dire, ho cambiato atteggiamento, completamente.
La puntata di Presa diretta (che si può rivedere integralmente qui) parlava per l’appunto di rifiuti, di discariche, di inceneritori nella zona di Roma e dintorni.
E c’è un punto che mi sfuggiva ieri sera. Può essere che mi sbagli, visto che verso la fine avevo la palpebra calante e i virtuosismi di San Francisco me lo sono un po’ persi, anche se ne sapevo già qualcosa.
Quello che mi sfugge e di cui mi sembra si sia parlato, è l’impegno del singolo.
Cioè: nessuno che abbia un minimo di raziocinio desidera un inceneritore nel proprio comune nè tantomeno una discarica sotto casa propria. Questo è chiaro. La trasmissione puntava sull’assurdità delle scelte della Regione Lazio, che ha autorizzato la creazione di discariche nei pressi delle falde acquifere, dove ci sono terreni porosi, in tufo, e vicinissimo a quartieri popolati, nonchè a siti archeologici di importanza e di valore (Villa Adriana, per dire) e dove verranno espropriati vigneti e uliveti, e persino allevamenti estensivi, biologici, che hanno pure usufruito di incentivi europei. Stendiamo un velo.
Io però sono convinta che i cambiamenti in tema di ecologia possano partire solo dal basso, attraverso stili di vita più sostenibili da diffondere prima di tutto tra famiglie e singoli.
Se non vogliamo schiattare sommersi dai nostri stessi rifiuti, dobbiamo iniziare prima di tutto a ridurre quel che produciamo, a prescindere dalla differenziata, quello sì è compito delle amministrazioni e ben venga se ce la faranno pagare! (io la penso così).
Ricordo una ex-collega che si lamentava di dover gettare nei rifiuti ogni settimana un flacone di detersivo e di avere quindi molta plastica da buttare, perchè i figli sporcavano di tutto e lei continuava a fare lavatrici. Poi viene fuori che ad ogni singola doccia i figlioli mettevano a lavare l’asciugamano. Hai voglia! Per non parlare dei manager ecologisti che puntano solo ai materiali biodegradabili: si ok, ci vogliono anche quelli, ma manco possibile, please!
Quel che è mancato ieri è il dire che prima di tutto, prima di pensare a farne un business dei rifiuti, differenziati e non, bisogna pensare a non farne, acquistando sfuso, eliminando il più possibile l’usa e getta (salvo situazioni particolari, o una tantum), e trovando tutte le possibili strategie di cui su questo blog si è parlato spesso.
Lungi da me fare il Censore: Iacona mi piace, la puntata è stata interessante, ognuno fa il proprio percorso. Ma ecco, sposo quanto dicono gli amici di ChiLoPesa: l’unico rifiuto buono è quello che non si produce.
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Non ho visto la puntata, ma anch’io sono una fissata con la non produzione di rifiuti, prendo i detersivi ecologici alla spina, ecc. ma soprattutto cerco di ridurre i consumi all’essenziale, e per i giochi e vestiti cerco di acquistarli usati, e poi a mia volta li regalo a qualcun altro quando non servono più invece di tenerli inutilizzati. I ragionamenti di amministrazioni e anche giornalisti sulla questione dei rifiuti mi danno sempre l’impressione che siano ancora troppo in ritardo rispetto a quello che bisognerebbe fare ora. Io l’inceneritore lo voglio chiuso, e mi impegno nel personale affinché questo sia possibile… ma visto che il Comune è indirettamente azionario dello stesso, temo che non abbiamo nessuna speranza qui a Pisa…
Grazie per la condivisione.
Ciao
Laurence
ciao Laurence, quoto tutto, abbiamo un sacco di cose in comune (a parte l’inceneritore, … anche se nel mio comune l’abbiamo scampata per poco)
Non ho visto il programma (ho poco tempo, ahimè) ma mi impegno da sempre per ridurre la quantità dei rifiuti, di tutti i rifiuti.
Dda anni compro i detersivi sfusi e ora – con le noci lavanti e un po’ di oli essenziali – li ho quasi elimitati del tutto, almeno per i bucati.
E tra poco imparerò anche a farmi i saponi…
Certo, non è tantissimo e non è tutto qui, però “risparmiare” qualcosa di offensivo per l’ambiente è una soddisfazione grandissima!