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Il sacco nanna fatto in casa

Pubblicato da Mestieredimamma il 22 novembre 2010 Un Commento

Oggi Sabrina è ospite di Mestieredimamma! Sabrina mi ha proposto un articolo sul sacco nanna che confeziona lei stessa, e che riesce anche ad allungare con la crescita dei bimbi. Una soluzione per tenere coperti i bambini e un ottimo esempio di risparmio, riciclo e riuso!

Ecco una sua brevissima presentazione:

Sabrina ,  mamma di Valentina e Davide, moglie di Enrico, informatica di professione, hobby ago e filo, messi in cantina da quando sono arrivati Valentina e Davide, ma che ogni tanto tornano utili proprio per loro.

Ed ecco  tutte le spiegazioni di Sabrina per confezionare un sacco nanna fatto in casa:

“L’autunno di due anni fa, quando Valentina aveva poco più di un anno e messa a letto non stava più immobile come nei primi mesi, mi scontrai col problema delle coperte sempre troppo corte e dei bambini che nel sonno fanno le acrobazie e al mattino si trovano inevitabilmente scoperti.

Per risolvere il problema, alcune colleghe mi suggerirono di realizzare il sacco nanna, che così è entrato a far parte del rito delle nanne nella nostra famiglia.

Mi sono trovata così bene che, perfezionandomi un po’ alla volta, negli ultimi due anni ho realizzato vari sacchi nanna: per Valentina, per Davide (che nel frattempo è arrivato), quelli di ricambio (perché di notte coi bambini piccoli può sempre capitare qualche emergenza…e anche più di una…), quelli per l’inverno e quelli più leggeri per la mezza stagione.

Per quelli invernali, ho scelto come materiale il pile che è economico, non richiede grandi rifiniture, si lava in lavatrice e si asciuga molto velocemente anche in inverno; inoltre il pile si trova in fantasie davvero belle. Per evitare allergie o problemi dermatologici, metto a contatto della pelle dei bambini solo pigiamini in cotone. Per i sacchi nanna da mezza stagione, invece, ho scelto il cotone a nido d’ape, che è abbastanza morbido ed economico; bisogna solo essere un po’ abbondanti con le misure al momento dell’acquisto perché il cotone, quando si bagna, può calare.

I miei sacchi sono molto spartani e facili da realizzare per chiunque.

Al crescere del bambino, se non si ha tempo di rifare il sacco da zero con le nuove misure, si può anche allungare quello esistente con un’aggiunta di tessuto. Mi piacciono perché i bambini restano coperti tutta la notte, senza doverli mettere a letto vestiti a più strati, e allo stesso tempo hanno libertà di movimento. L’inverno scorso, a due anni e mezzo, Valentina riusciva a scendere dal lettino con le sponde rimanendo dentro al sacco e poi si aggirava per la casa come un “fantasmino rosa”; a noi ricordava molto i marziani del film Mars Attacks! E non è mai caduta!

Adesso che ha più di tre anni, ha imparato ad uscire dal sacco da sola quando si sveglia e comincia ad avere qualche pretesa sui colori e sulla fantasia che deve avere il suo sacco… Davide, che ha poco più di un anno e non ha mai sopportato il momento della vestizione, non gradiva molto il sacco all’inizio, ma con l’abitudine si è adattato, e sono contenta quando vado a svegliarlo la mattina e lo trovo sempre con mani e soprattutto piedini caldi.

Sostanzialmente, il mio sacco è una pezza di pile doppia rettangolare, chiusa sul fondo e lateralmente, con due aperture laterali per le braccia, e il lato superiore aperto (da cui infilare il bambino e far uscire la testa), richiudibile mediante bottoni.

In alcuni casi ho preferito ritagliare un accenno di incavo delle maniche, ma non è indispensabile.

La misura del sacco dipende dall’altezza del bambino, tenendo anche presente che il bambino deve avere libertà di movimento all’interno del sacco.

Ad esempio

- per un bimbo di 9-12 mesi va bene un sacco largo cm 65 e alto cm 75.

- per un bimbo di 18-24 mesi va bene un sacco largo cm 70 e alto cm 100.

- per un bimbo di tre anni può andare bene un sacco alto cm 140 e largo cm 70.

Per risparmiare tempo nella confezione, evito particolari rifiniture e riduco al minimo le cuciture. Ad esempio, se la forma del pile lo consente, piego la pezza anziché cucirla (di solito è possibile su uno dei lati). Col pile non ci sarebbe neanche la necessità di rifinire i bordi perché è un materiale che non sfilaccia. Conviene però che le cuciture siano doppie, così resistono meglio alle sollecitazioni del bambino.

Sul lato superiore, quello da cui si infila il bambino e da cui uscirà la testa, applico sei bottoni, tre per spalla; mi trovo bene coi bottoni a pressione in plastica con 15 mm di diametro (se sono più piccoli, tendono ad aprirsi facilmente).

I bottoni sono distribuiti simmetricamente in modo da lasciare un‘apertura centrale lunga circa cm 20 da cui uscirà la testa del bambino; in questo modo il sacco resta chiuso e allo stesso tempo non irrita il collo del bambino (evito di arrotondare l’apertura del collo per risparmiare tempo e tenere il bambino coperto il più possibile).

La confezione del sacco richiede davvero poco tempo, se si ha a disposizione una macchina da cucire, ma penso che sia possibile realizzarlo anche cucendolo a mano.”

Perfetto per tutti i bambini e anche per i bambolotti!!

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