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Da mamma a mamma, buone prassi al femminile

Pubblicato da Mestieredimamma il 21 luglio 2011 7 Commenti

Se devo pensare ad una realtà che quotidianamente mette in pratica le buone prassi al femminile, in particolare nel mondo delle mamme, mi viene in mente La Leche League, organizzazione di volontarie che sostiene l’allattamento materno.

Volontarie… questa è la cosa che a me colpisce di più perché attorno alla nascita e alla prima infanzia si muovono tanti, troppi business. E i prodotti pensati per le mamme in molti casi inducono bisogni anziché risolvere quelli effettivi. Non fai a tempo a rimanere incinta che già ti propinano di tutto, inclusi prodotti per l’allattamento al seno. Ecco: ma che ti serve per allattare? Forse l’unica cosa che veramente serve è il sostegno.

E loro lo danno gratis, parola ormai dimenticata.

Quando Margherita aveva tre giorni e uscivamo dall’ospedale uno dei primi pensieri andò alla consulente de La Leche League della mia zona, perché la Marghe era sonnolenta, non si attaccava, io ero piena di male, avevo i capezzoli che non uscivano e iniziavo anche ad avere un po’ di ansia.
E lei, la consulente, mi invitò a fare un giretto a casa sua, che è pure in un luogo stupendo. Era sabato pomeriggio. Un marito e quattro figlie, era impegnata a godersi la primavera in giardino. Ma la cosa che più mi colpisce di questa donna è che, pur con quattro figlie e un lavoro da ingegnere, si impegni così tanto per altre donne. Con costanza, con dedizione, senza mai esprimere giudizi o esibire le proprie scelte, bensì accompagnando altre donne che hanno bisogno del suo aiuto, con massimo rispetto e senza ingerenze. E poi sta donna testimonia anche molto di più: conciliazione famiglia-lavoro, allattamento e lavoro, impegno. Temi scottanti e attuali.

Mi fece accomodare in un salottino e mi insegnò ad attaccare Margherita. Pochi consigli, ma buoni, dati in modo delicatissimo.

Spesso quelle della Leche vengono etichettate come allattone, assolutiste, fissate per l’allattamento e che si tengono i figli nel letto fino alla maggiore età. Anche questi sono stereotipi.

Io devo spezzare una lancia in loro favore: oltre ad essere preparatissime e a fare il loro servizio in modo volontario, nella mia esperienza c’è stato un sostegno privo di assolutismo, privo di interesse, privo di ‘desiderio di convincermi che quello era il metodo migliore’.

La considero un’opportunità per le mamme, un sostegno reale da mamma a mamma, che non ha secondi fini e che dimostra come ci si possa pure divertire allattando e aiutando le altre mamme a farlo.

Le consulenti devono essere mamme e aver allattato almeno per un anno, sostengono un esame e frequentano vari corsi per poter poi ‘praticare’ gratuitamente la consulenza. In genere organizzano incontri mensili per le mamme e fanno consulenza telefonica e/o a domicilio.

Questo post partecipa all’inziativa donne per donne divulgata da Pontitibetani assieme a moltissime altre donne attive in rete.

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7 Commenti »

  • [...] Mestiere di Mamma – da mamma a mamma, buone prassi al femminile [...]

  • Chiara scrive:

    Che bella testimonianza! la prova provata che volere è potere e che le cose che facciamo per passione (tipo il volontariato) sono quelle che danno più soddisfazione e frutti.

  • Silvia scrive:

    Ciao cara!Anch’io sostengo La Leche League!Ho anche postato un’intervista ad una mia amica consulente(http://bimbifelici-eco.blogspot.com/2011/06/di-allattamento.html) nel blog che ho aperto da poco ed è tutto dedicato ad argomenti come questo dell’allattamento… e ne ho parlato anche qui: http://sacroprofanosacro.blogspot.com/2010/07/auto-aggiornamento-auto-educazione.html, quando ancora non sapevo che scrivere post mi sarebbe piaciuto così tanto…
    Dopo averla conosciuta meglio, credo che le mamme-consulenti siano super-iper-ultra disponibili ad ogni quesito si ponga loro…Solo la parte burocratica dell’associazione mi lascia perplessa, ma questa per fortuna non interessa alle mamme che hanno bisogno di consulenza!
    Un abbraccio
    Silvia

  • [...] Mestiere di Mamma > da mamma a mamma, buone prassi al femminile [...]

  • mammachegiochi scrive:

    Anch’io ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare questa associazione. I loro consigli, il ritrovarsi, il confrontarsi mi ha aiutata molto, sopprattutto nel primissimo periodo dell’allattamento, piuttosto difficoltoso.

  • Sabina scrive:

    Piccolo commento “fuori da coro”: io ci ho provato, ho anche contattato una volontaria (forse la stessa tua, Elisa), ma niente inviti a casa, solo risposte frettolose al telefono…boh, forse era un periodo di corsa anche il suo, fatto è che dopo tre mesi di allattamento difficoltoso con continue aggiunte, Emma, con la praticità che distingue noi donne (:-)), ha deciso che era meglio il biberon…e così è stato. Enrico, da bravo maschio (e qui gli stereotipi si sprecano!), ha “ciucciato” tranquillo tranquillo fino ai 15 mesi, e solo perché la mamma ha deciso che poteva bastare…Detto questo, trovo che l’atteggiamento delle volontarie de LLL sia veramente corretto e di supporto alle neo mamme, soprattutto quando sono al primo figlio. Io però ultimamente sento sempre più parlare di allattamento quasi come obbligo sociale, come quella cosa che distingue tra una brava mamma e una no: queste cose non le sopporto, soprattutto perchè avendo provato entrambe le esperienze, potrei fare pagine e pagine di pro e contro di entrambi i “sistemi”. Un’ultima cosa: Emma, latte articifiale, magrissima, praticamente mai ammalata…anche questo è uno stereotipo, o no??

  • Mestieredimamma scrive:

    Sabina, allattamento come obbligo sociale… anche questo mi pare uno stereotipo (non da parte tua, ovviamente) e credo sia molto vero che c’è troppa pressione sulle mamme. Io ai benefici del latte materno credo davvero e mi dispiace tantissimo quando vedo mamme che nemmeno ci provano (e sono tante) sia per loro ma anche per il loro bimbo.
    Detto questo credo che nel nostro mondo debba rimanere una scelta, non un obbligo

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