Vivere (bene!) senza andare al supermercato
Mi sono resa conto che ultimamente ho praticamente abolito la noiosissima abitudine di andare al supermercato a fare la spesa.
Io, mio marito e le mie bambine sopravviviamo benissimo, non mi risulta ci manchi nulla di indispensabile e secondo me ci siamo liberati di molte cose che indispensabili non sono, mangiamo meglio, consumiamo in modo più critico, spendiamo un po’ meno.
Non credo avere un sentimento sfacciatamente anticommerciale. Ho agito facendo scelte graduali, legate principalmente ad un nuovo modo di concepire prima di tutto l’alimentazione, il resto è venuto da sé.
Come facciamo? La prima mossa è stata entrare in un gas che ci sta dando grandi soddisfazioni: acquistiamo settimanalmente una cassetta di frutta e verdura biologiche di un produttore locale e, in aggiunta, pane, cereali, qualche formaggio, biscotti, anche questi di un produttore bio. Costo medio: 20 euro, spesso la quantità è persino abbondante e cuciniamo e surgeliamo alcuni prodotti (non si sa mai che scoppi una guerra
). Con il gas ci approvigioniamo anche di altri prodotti non deperibili ma indispensabili: gli ordini li facciamo ogni 3 o 4 mesi, così riempiamo la dispensa e non ci pensiamo più: pasta, riso e altri cereali, caffè, zucchero.
Per i detersivi e i saponi, anche se sarebbero disponibili anche al gas, ci riforniamo presso un negozio della zona che li vende alla spina: compriamo quelli ecocompatibili e usiamo sempre gli stessi flaconi. Credo che davvero sia per lavarsi che per fare pulizia basti veramente utilizzarne piccole quantità. Alla fin fine lì ci vado una volta ogni 2 o 3 mesi spendendo circa 25 euro.
Anche il latte lo acquisto alla spina presso un allevamento locale che ha anche uno spaccio di formaggi e verdure e un distributore di latte crudo. Mio marito dice che è a Km zero solo per loro perchè io nel faccio 4 o 5 per andare lì, ma visto che ci vado sempre con le bimbe approfittiamo per andare a vedere le mucche o le oche. E poi hanno anche il vino buono e così accontento anche il maritino
Qualche altra cosa arriva da casa della nonna Marcella, ad esempio le uova che sono buonissime, ogni tanto i kiwi o le patate.
Qualche tempo fa infine ci è stato regalato un gasatore per l’acqua, cosa assolutamente non indispensabile ma per noi davvero utile: a noi piace l’acqua un po’ gasata ma ci sembra anche abbastanza ridicolo comprare l’acqua. Lo facevamo fino ad un po’ di tempo fa ma adesso ci siamo liberati anche di questa cosa così assurda: gasiamo l’acqua del rubinetto con questo aggeggio che contiene una piccola bombola di famigerata CO2 che ci dura mediamente 3 mesi. Ogni tanto facciamo la coca cola taroccata con uno sciroppo al gusto cola così le bimbe sono contente.
Ah dimenticavo, la carne! Ormai bistrattata e criticata da tutti per tanti buonissimi motivi, nonostante i consigli della dottoressa De Petris, le critiche e di Terranauta e di tantissimi nutrizionisti, siamo recidivi e ne mangiamo ancora, anche se ne abbiamo notevolmente ridotto il consumo. Ultimamente abbiamo preso i polli del gas, tirati su per noi (porelli), ed è stato un po’ comico: ero andata alla distribuzione pensando di ritirare il caffè, lo zucchero e la cioccolata e sono uscita con due polli a testa in giù e le bimbe che dicevano: ci fai toccare le zampe di strega? Per fortuna che poi li ha curati il babbo…io non ce l’avrei mai fatta.
Ovviamente può succedere che manchi qualcosa in casa, tipo il dentifricio o che ne so, la carta igienica. Per queste cose spesso andiamo nei negozi di prossimità, il classico botteghino di quartiere che ha tutto ma non ha molta scelta e lo paghi anche un po’ di più. Sinceramente non prendo l’auto per andare al supermercato ad acquistare 2 cose: so che troverei un sacco di altri prodotti che, in fondo, potrei consumare ma che di fatto non mi servono e poi dovrei trattare con le bimbe che ti chiedono di tutto e devi dire un sacco di “no”.
Più volte mi sono chiesta: “se tutti facessero come noi cosa succederebbe all’economia di mercato, ai consumi, quante aziende andrebbero in crisi e quante persone perderebbero il lavoro?”. In realtà credo che in un certo senso sarebbe un’ottima conquista se si razionalizzassero i consumi a favore di scelte diverse, si troverebbero professioni diverse, più sensate, ci si sposterebbe con maggiore criterio e si tornerebbe ad essere persone non (solo) consumatori. Forse con qualche milione di euro risparmiato per le rotonde e i parcheggi che stanno attorno ai centri commerciali si potrebbero finanziare progetti di sensibilizzazione sulla sostenibilità, o iniziare a magiare biologico nelle mense scolastiche o in quelle ospedaliere, girare in bicicletta e stare un po’ meglio.
Mi piace ricordare Epicuro che nel lontano III secolo avanti Cristo distingueva i bisogni in categorie:
- quelli naturali e necessari come ad esempio bere acqua per dissetarsi: il bisogno viene subito colmato e visto che è limitato viene risolto totalmente;
- quelli naturali ma non necessari, come ad esempio bere vino per dissetarsi: il bisogno viene momentaneamente colmato ma lascia il desiderio di dissetarsi con vini più raffinati, quindi il bisogno non sarà mai soddisfatto del tutto;
- quelli né naturali né necessari come ad esempio il desiderio di gloria e di ricchezze: si tratta di bisogni che non hanno limite e quindi non vengono mai soddisfatti del tutto
.Senza voler essere estremisti, potrebbe essere un buon esercizio per tutti quello di interrogarci, quando acquistiamo qualcosa, a quale categoria di bisogni stiamo rispondendo. Certo, non per privarsi di cose non necessarie ma magari fichissime che ci piacciono, ci servono, ci stimolano (io per esempio desidererei tanto un telefono e un pc nuovi, anzi stavolta opterei per un mac), bensì per essere più consapevoli di come funzioniamo e di come la comunicazione, i bisogni indotti e tutto il resto ci fa funzionare spesso a nostra insaputa.
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è confortante sapere che c’è qualcuno ‘là fuori’ che fa una spesa CRITICA
chissà che il tuo post serva da esempio per tutti quelli che dicono dovrei ma.. poi sono troppo pigri per mettere in atto qualche semplice accorgimento.
Conoscendoti di persona – donna multi-tasking che non sei altro! – so, e forse solo in piccola parte, quanti impegni hai: prendo al volo l’occasione per farti i complimenti per questo blog pullulante di argomenti molto diversi tra loro, mai inutili e sempre conditi da una generosa dose di pepe e sorriso!
Grazie dei tags che mi rilanciano nell’infinito viavai del web verso altre tematiche interessanti.
Ora però aspetto la foto con i due polli in mano eh!!!
@amigei: troppo buona!!! alla prossima distribuzione di polli faccio un set fotografico!
Io vado una volta alla settimana al supermercato e ti dico che mi piace, mi piace fare la spesa. Compro solo quello che mi serve perchè utilizzo una lista della spesa accurata completa di menu settimanale e mi trovo benissimo. Spenderei di più ad andare nei negozi di paese, i prezzi qui a Milano sono esorbitanti…Anche per il discorso latte, vicino a me non c’è un erogatore, anche in questo caso dovrei prendere la macchina. Invece andando una volta sola, faccio un paio di km e lo faccio quando porto i ragazzi a basket così non spreco benzina…Scua la mia ignoranza ma non conosco il gas….
@angela complimenti per l’organizzazione! i gas sono dei gruppi di acquisto solidale creati da normali cittadini o associazioni che acquistano in gruppo cibi biologici e locali o del commercio equo e solidale direttamente dai produttori e poi se li dividono risparmiando sui trasporti e sull’intermediazione commerciale, oltre che sul packaging e sulle proprie tasche
. E’ una bella idea! Puoi trovare qualche informazione qui: http://www.retegas.org/. Magari ne hai uno vicino a te e non lo sai!
Mi piace il tuo blog, complimenti! A domani
Simele
Che dire BRAVA! Io per ora mi sono posta l’obiettivo di ridurre il Nr di “visite” settimanali al supermercato ed in effetti vedo che con un po’ di impegno si può e soprattutto rivolgendomi ai cosiddetti “piccoli negozi” (considerati i tempi li considero grandi per molti aspetti!) ed ho scoperto che spesso compro uova che sanno di uova, frutta e verdura che profuma di frutta e verdura, ecc. Non so se mi sono spiegata comunque il piccolo o alternativo mi sembra una scelta di qualità!
http://www.ecocorner.it
Vi informo che in prov. di Como, a Montano Lucino vi è un negozio di prodotti ecologici e alla spina, è possibile trovare detersivi alla spina, assorbenti e pannolini biodegradabili, abbigliamento ecologico, giochi ecologici e in esclusiva le biciclette a pedalata assistita della Frisbee…
Via Varesina, 14
Montano Lucino (CO)
[...] E’ la solita fregatura markettara: non lo conosci? ma vedrai quanto ti sarà utile! Anche tra i prodotti classici (quelli che usavano anche le nostre mamme), alcuni si possono tranquillamente eliminare, l’ammorbidente in primis, ma anche i prodotti per lavare i vetri, i candeggianti ottici (una fregatura autorizzata), l’anticalcare, il brillantante (che lo mangiamo con la pastasciutta del giorno dopo), ammoniaca e chissà quanti me ne dimentico, chè io ho smesso da un bel po’ di frequentare i supermercati . [...]
[...] solo per motivi ‘ecologici’ ma anche per comodità. L’acqua in bottiglia pesa e costa e noi al supermercato non ci andiamo quasi mai. Inoltre non sopportiamo di avere il bidone della plastica pieno di bottiglie: sono rifiuti che [...]