Come fare un orto o un giardino condiviso
La curiosità l’ho avuta ascoltando un’intervista alla radio in cui mi ha colpito una frase dell’autrice: “queste persone seminano zucchine e coltivano relazioni”.
L’idea mi è parsa molto interessante e sono andato a leggermi questo manuale che si trova anche nel sito dell’organizzazione “Zappata Romana” promotrice di queste iniziative, da una settimana il manuale è nelle librerie.
Il manuale segue la mappatura che questa associazione ha fatto degli orti o giardini esistenti nella zona di Roma con lo scopo di promuovere e moltiplicare questa esperienza, coinvolgendo normali cittadini, associazioni, centri anziani, istituzioni, scuole, università.
Nello stesso filone si colloca anche l’iniziativa di Slow Food, “orto in condotta” promosso nelle scuole d’infanzia e scuole primarie a cui ha aderito anche la scuola delle nostre figlie.
Non tutti i territori si prestano alle stesse esperienze, le esigenze di chi vive in città probabilmente sono diverse da chi vive in periferia, ma l’esigenza di aggregazione sociale credo sia comune a tutti.
È dunque un invito a farlo, a valorizzare il bene comune, ad esprimere il diritto alla partecipazione.
Dal manuale trapela la soddisfazione di chi ha curato e fatto crescere un orto in condivisione, basta lanciare un progetto, senza paura di “volare alto” e ci si trova in breve ad essere fulcro di diverse attività (giardinaggio, orticultura, sport, relax, assistenza sociale…), con persone interessate di tutti i tipi (bambini, giovani, anziani, colleghi, professionisti).
E poi, quante sono le aree abbandonate che da simbolo di degrado possono in questo modo diventare bellezza nel territorio?
Non è ovviamente sempre facile, non bisogna sottovalutare la necessità di pianificare tempi e risorse, un minimo di organizzazione, gli aspetti legali e burocratici, il difendersi da possibile vandalismo, ma la chiave di tutto mi sembra sia la comunicazione, anche dando visibilità (blog, profili su social network) e festeggiando nelle occasioni importanti. Il contagio è iniziato.
Link: Come fare un orto o un giardino condiviso, di Silvia Cioli, Luca D’Eusebio e Andrea Mangoni
(questo post partecipa al venerdì del libro di Homemademamma)
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La frase di apertura che hai citato ha colpito tantissimo anche me: contiene una sintesi di alcuni valori che condivido fortissimamente (se mi è concesso dirlo…).
Grazie per la tua recensione e buon week end
Grazia
ti è concesso eccome…e fortissimamente!! ciao grazia
[...] in più per scegliere solo frutta e verdura biologiche, autoprodurle se possibile, anche con un orto condiviso o un orto sul [...]