La Pappa Dolce (parte 2)
Come promesso, ecco la continuazione al post su La Pappa Dolce, in cui Maria spiega com’è organizzata la ‘scuoletta’, la metodologia didattica utilizzata, e cosa ha portato le famiglie alla scelta dell’homeschooling collettivo, da loro chiamato non-scuola.
La giornata in asilo
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Accoglienza giochi in cerchio
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Accoglienza Giochi in cerchio |
Accoglienza Giochi in cerchio |
Accoglienza Giochi in cerchio |
Accoglienza Giochi in cerchio |
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laboratori |
Laboratori
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laboratori |
laboratori |
laboratori |
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merenda |
merenda |
merenda |
merenda |
merenda
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Gioco scuola |
gioco scuola in INGLESE |
VIOLINO PIANOFORTE
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Gioco scuola
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gioco scuola |
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PSICOMOTRICITA’ |
Gioco scuola
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Racconto teatrino
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Racconto teatrino |
Racconto teatrino |
racconto teatrino |
racconto teatrino |
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Pranzo
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Pranzo
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Pranzo
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Pranzo
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Pranzo
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La giornata della scuola primaria
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accoglienza giochi in cerchio
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Accoglienza Giochi in cerchio |
Accoglienza giochi in cerchio |
accoglienza giochi in cerchio |
accoglienza giochi in cerchio |
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Libera scuola
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INGLESE
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VIOLINO PIANOFORTE
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Libera scuola |
Libera scuola
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PSICOMO- TRICITA’
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Libera scuola |
INFORMA- TICA
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ARTE |
Libera scuola |
Libera scuola |
ARTE |
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Pranzo
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Pranzo
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Pranzo
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Pranzo
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Pranzo
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La metodologia
La scuola d’infanzia è il mondo della fantasia e del ritmo, della fiaba e del gioco, delle filastrocche e del contatto con la natura, dell’apprendimento spontaneo.
Obiettivo della scuola dell’infanzia è la conquista di una prima autonomia e identità personale che permettano di acquisire in modo spontaneo e secondo i propri ritmi le competenze relative a questa età. Si vuole inoltre mettere il bambino in condizione di esprimersi e confrontarsi, favorire l’ascolto e il dialogo, valorizzare ciascun bambino per favorirne l’autostima, rassicurare il bambino quando entra in conflitto, gestire la vita insieme con regole chiare, sensate e condivise.
La metodologia educativa e didattica è caratterizzata da:
- rispetto per la personalità del bambino: egli è il protagonista della propria educazione ed è il centro delle attività per lui pensate in relazione ai suoi bisogni, interessi, ritmi e tempi individuali di crescita;
- importanza centrale data all’ambiente predisposto appunto per il bambino, a sua misura, adatto a lui, rispettoso delle sue spinte evolutive in chiave montessoriana.
- importanza data al lavoro autonomo per lo sviluppo del bambino, anche attraverso la libera “ripetizione dell’esercizio” e la libera scelta del materiale;
- ruolo dell’adulto, che deve adattarsi al bambino e renderlo indipendente: non essergli d’ostacolo, non sostituirsi a lui nelle attività, ma guidarlo osservarlo e aiutarlo a fare da solo. Perché ogni aiuto inutile è un ostacolo allo sviluppo del bambino;
- offerta ai bambini di un materiale scientifico adatto e attraente, che favorisce la loro crescita in un processo d’autoeducazione.
La classe è il punto di riferimento per bambini e genitori, uno spazio fisico e affettivo, perchè ricco di relazioni. In classe si fanno attività organizzate (il cerchio, il calendario, l’appello), si raccontano le storie, si gioca, si canta, si mima. In classe è presente il materiale montessoriano strutturato per il libero apprendimento. In classe si svolgono tutte le attività artistiche e manuali. Le classi vengono utilizzate per le attività inerenti ai progetti e per il gioco libero.
Abbiamo privilegiato la classe eterogenea rispetto alle età proprio per rispondere meglio ai bisogni, ai tempi, ed agli obiettivi specifici di ciascuna età, sul modello della famiglia. Crediamo nell’importanza dell’apprendere dall’esempio, dalla collaborazione e dalla partecipazione attiva di tutti i bambini alla vita della scuola d’infanzia.
All’interno di questo modello si inseriscono attività con gruppi più piccoli di bambini, laboratori specifici ed attività individuali.
Sono inoltre previsti spazi e tempi comuni in cui i bambini della scuola d’infanzia e quelli della primaria condividono esperienze, feste, gite, attività artistiche e gioco libero all’aperto.
I punti fondamentali del programma sono i seguenti:
- promozione del pieno sviluppo della persona;
- dare senso alla frammentazione del sapere;
- porre al centro dell’educazione e dell’istruzione il singolo bambino, attraverso un insegnamento individualizzato e che tiene conto delle peculiarità di ognuno, valorizzandolo nel contesto di gruppo, aiutandolo a scoprire il valore di se stesso, delle cose, della realtà, considerandolo come essere unico e irripetibile, offrendogli percorsi formativi rispondenti alle sue proprie inclinazioni personali;
- offrire un ambiente che anche attraverso la scelta dei materiali e degli oggetti d’uso, possa “fare didattica” individualizzata;
- considerare la formazione professionale e i talenti dei genitori di ogni bambino risorse preziose nella didattica e nell’educazione di tutto il gruppo classe;
- consegnare il patrimonio culturale che viene dal passato;
- preparare al futuro fornendo le competenze indispensabili per essere attivi nel contesto in cui vivono;
- accompagnare il percorso di formazione personale, sostenendo la ricerca di senso e il processo di costruzione della personalità;
- far nascere lo stupore della conoscenza, il gusto della curiosità, il desiderio di arricchire il sapere con la propria fantasia, creatività e ingegno;
- valorizzare l’esperienza e le conoscenze dei bambini e delle loro famiglie;
- rispettare i diversi stili cognitivi, promuovere la consapevolezza del proprio apprendere;
- favorire l’esplorazione e la scoperta nel lavoro laboratoriale, individuale, di gruppo, nelle frequenti uscite didattiche, ecc…;
- valorizzare i beni culturali presenti sul territorio
- impegnarsi per il successo scolastico di tutti i bambini;
- curare la formazione della classe come gruppo;
- usare l’esperimento, la manipolazione, il gioco, la narrazione, le espressioni artistiche e musicali per apprendere per via pratica quello che verrà approfondito negli anni successivi.
Perchè questa scelta
Ognuno ha le sue motivazioni personali. Siamo insieme per fare, non per teorizzare. Non siamo un “gruppo”, ma individui. L’unica riflessione che posso fare, personalmente, è che questo genere di iniziative non rappresenta una domanda, ma una risposta. La domanda sono i bambini stessi. Essere il fratellino piccolo di un ragazzo che ha vissuto tutto il dolore dell’insuccesso scolastico, avere una “velocità” diversa dagli altri, o qualsiasi altra caratteristica non contemplata dagli schemi ufficiali, tutte queste sono domande.
La risposta può essere cercare di prendere solo la pratica didattica e non la pedagogia, perchè come genitore ognuno ha già la sua pedagogia, che per i suoi figli è la migliore del mondo.”
Un grazie speciale a Maria (e a tutti i bambini e i genitori de La Pappa Dolce), per aver provato a spiegarci questa esperienza.
In rete, sul loro blog http://lapappadolceblog.wordpress.com/, e sul loro sito appena rinnovato, http://www.lapappadolce.net/, ci sono immagini delle attività svolte a scuola, i piani dell’offerta formativa e moltissimi materiali e anche degli ebook!
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Ciao Elisa!
Seguo anch’io il blog e il sito de La pappa dolce: mi dà sempre spunti e idee interessanti per la mia didattica…
Inoltre portano avanti un discorso equilibrato tra le diverse correnti pedagogiche che mi piace molto.
Proprio oggi ho scritto un post sulla scuola…
Un abbraccio e buona settimana!
Silvia
Ciao Elisa,
ho aspettato un po’ prima di lasciare due parole qui. Ora mi fa piacere ringraziarti per gli occhi curiosi,per la voglia di conoscere, per la delicatezza con cui hai saputo elaborare il materiale, per l’approccio libero che hai dimostrato.
Grazie davvero, è un piacere conoscerti.
Grazie a voi!!!