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Social Family day: mamme blogger o imprenditrici?

Pubblicato da Mestieredimamma il 13 giugno 2012 6 Commenti

Sono stata al Social Family Day, un evento di donne, quasi tutte mamme, che si conoscono dalla rete, che lavorano e si divertono principalmente con i blog, che hanno creato un lavoro da questa esperienza o da altre correlate alla rete.

Tantissime lo fanno per hobby, qualcuna (come me) ne ha tratto un lavoro anche se non in modo diretto (cioè: il blog è un canale, non una fonte di guadagno), qualcun’altra lo ha trasformato in un’attività vera e propria, attraverso gli sponsor che sostengono il sito.

Per questo se ne parla, perchè i blog sono diventati qualcosa che incide non solo nel tempo libero di una mamma, ma anche nella vita lavorativa: hanno pubblico e interessano le aziende, gli editori etc…

Quante informazioni, quante emozioni, quante persone, finalmente senza la mediazione di un monitor, in carne e ossa! Già l’anno scorso era stata una botta di vita, e quest’anno non è stato da meno, anche se sono rimasta a Milano pochissimo per il saggio di ginnastica delle mie pupe (imperdibile!).

Fattore Mammma, l’agenzia di Iolanda & Co che ha organizzato magnificamente l’evento, ha puntato sul fare cultura, sull’offrire spunti e idee concrete a donne che vogliono creare una professione con la rete. Si è parlato anche di educazione alla rete, di genitori e figli digitali (ma mi son vista l’intervento in differita, e ve lo consiglio, si può rivedere a questo link)

Le donne che ad oggi ci sono riuscite, sono accomunate da alcune particolarità: hanno dedicato tempo, tantissimo tempo, competenze, impegno, sacrificio, guarda un po’, come in qualsiasi altra attività autonoma in cui c’è un investimento personale forte, in cui si assottigliano i limiti tra la vita personale e quella professionale.

Lavorare con la rete significa spesso lavorare in proprio, dedicarsi anima e corpo per molte ore del giorno (e pure della notte), con tutte le conseguenze che questo comporta. Non si tratta insomma di un’oretta a scrivere la ricettina del brodo vegetale, come alcuni pensano….

Significa (a volte, spesso) lavorare da soli, con vantaggi e svantaggi del caso. E qui vengo al punto: secondo me c’è da capire se si tratta per davvero di conciliazione lavoro famiglia, o semplicemente di un altro modo di vedere la vita e con essa il proprio lavoro, anche se ricreato e ripensato dopo essere diventate mamme.

Voglio dire: una mamma che sì lavora da casa, ma che dedica 9-10 ore o più al proprio sito/blog/azienda etc che tipo di qualità di vita ha, per quanto lo faccia con grandissima passione? E soprattutto quanto tempo riesce a dedicare per davvero ai propri figli? I lavoretti li fa per i figli o per il blog?

Non sono sentenze ma domande che faccio soprattutto a  me stessa quando mi vedo impegnatissima a gestire le attività per i miei clienti (visto che anche io, se anche da poco, lavoro con il web come free lance) ma anche a fare supplenze a scuola, chè non si sa mai per il futuro, chè è come un cliente in più, che paga di sicuro etc. e a curare il mio blog… Gli impegni si accavallano, il tempo per i figli si assottiglia.

La rete non luccica: è una grande opportunità e rappresenta un mercato aperto che fa gola alle mamme proprio per la sua versatilità, ma è anche un luogo con regole, codici, competenze da spendere e che ti mette costantemente alla prova.

Le bravissime imprenditrici (come altro le possiamo definire?) che hanno trasformato i loro blog mammeschi in prodotti editoriali (e non più o non solo in racconti e condivisione di esperienza), che fanno vere e proprie consulenze, che hanno aperto aziende o agenzie, che hanno sviluppato delle applicazioni e le vendono… insomma queste guru sono persone che stanno sfidando l’inflessibilità del mondo del lavoro, che hanno trasformato le loro competenze con resilienza estrema in qualcosa di grande, e che elevano la figura quasi stigmatizzata della mamma-blogger in qualcosa di diverso.

Mi sono piaciute un sacco eh :D , molte già le conoscevo, mi hanno infuso un po’ di energia in un periodo per me intensissimo in cui mi ci vorrebbe un vagone di pappa reale per tirarmi su ;) .

Ah, dimenticavo… Donna Moderna mi ha intervistata e ho risposto alla domanda “Di cosa parlano le mamme in rete?”… emozionante, ma non riesco proprio a riguardarmi!

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6 Commenti »

  • mammachetesta scrive:

    Cara Elisa, io ormai mi sono data una risposta: fare la blogger o, come me e te la freelance, non significa lavorare meno ma lavorare diversamente.
    Al momento io ho ancora i piedi in due scarpe e quindi di tempo a mia figlia ne dedico davvero poco, ma se riuscirò a licenziarmi come vorrei credo che il lavoro sarà tanto ma fortunatamente più gestibile.
    Penso che sia dura, durissima a volte soprattutto perchè è un lavoro ancora poco capito, almeno dalle mie parti. Però penso di anche tantissime soddisfazioni.

  • elena scrive:

    Bellissimo articolo Elisa!Per rispondere a un tuo dubbio, nel momento in cui fare la blogger diventa un lavoro a tutti gli effetti, la resilienza strema beh…rende complicata anche la conciliazione lavoro famiglia. E’ un lavoro a tutti gli effetti e quindi DEVI dedicarci MOLTO tempo. La differenza è che una scelta felice e consapevole e che comunque poi avere quella flessibilità che in altri lavori non avresti.
    nel mio caso c’è la consapevolezza di fare qualcosa di utile per gli altri, l’orgoglio di essermi creata un lavoro da zero e la felicità di fare una cosa che mi piace riuscendo a gestire i bimbi in modo abbastanza soddisfacente. Se mi organizzassi di più forse riuscirei a passare più tempo di qualità con loro ma questo è un altro lunghissimo discorso

  • Mestieredimamma scrive:

    peccato non poter mettere il MI PIACE sui commenti ;)
    anche io sono soddisfatta di quello che faccio, proprio perchè sento di essermi reinventata e di aver trovato il modo di esserci, seppur diversamente. Probabilmente se non avessi intrapreso questa strada sarei in costante ricerca di qualcosa…
    è che mi chiedo la sostenibilità di questa esperienza, che mi sta dando tantissimo, ma mi sta anche un po’ stremando (… spero sia il periodo…): lavoro come free lance, faccio supplenze a scuola, quest’anno mi è capitato pure di scrivere un libro: l’80% di ciò deriva dal web ed è fantastico, ma son distrutta !!!

  • Elena scrive:

    Hai ragione che il tempo del lavoro da casa è comunque tanto e impegnativo, ma appunto è diverso. Il tempo lo gestisci tu…certo anche io spesso mi dico che è poco il tempo che dedico al mio bimbo e mi dispiace. A volte mi viene voglia di mollare tutto e pensare che alla fine se vado a lavorare da qualche parte ok lavoro 8 ore ma poi a casa chiudo tutto..ma tutta l’energia che ho impegnato fino adesso sarebbe sprecata.

  • akari scrive:

    ma c’eri anche tu e io non ti ho vista!!
    non che io sia molto social in queste occasioni in cui esce fuori tutta la mia introversità
    ma mi avrebbe fatto piacer conoscerci dal vivo :)

  • Mestieredimamma scrive:

    guarda, mi son fatta indicare dov’eri e poi sono stata fagocitata da donna moderna… mi dispiace, anche all’altro mom camp me ne sono andata con un sacco di “sospesi”… alla prossima!

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