2 euro x 10 leggi. Per le mie figlie, forse

Ogni tanto me lo chiedo: le mie bimbe – se troveranno chi se le piglierà, con quei caratterini
– vivranno come me maternità, lavoro, impegno? Avranno porte sbarrate o scorrevoli, quando annunceranno una maternità o chiederanno un part-time o semplicemente cercheranno di conciliare lavoro e famiglia? Useranno lo stipendio per vivere o per pagare il nido?
Quando leggeranno questi post, se ancora saranno online tra un tot di anni, si faranno 2 risate, perchè le leggi che ci saranno fra una trentina d’anni saranno decisamente diverse e più lungimiranti, o avranno bisogno di me (che magari sarò una nonna coi capelli corti e grigi …
)?
No perchè, io sarò ancora lì che lavoro dopo i 65 perchè (opzione 1) la pensione non mi basterà, oppure (opzione 2) non ce l’avrò proprio, nonostante decenni di contributi versati.
Domande scontate che chi fa politica dovrebbe farsi ogni giorno, dato che, lo si sa, le risposte ad una politica per la famiglia, per la donna, che sia a favore davvero di chi mette al mondo i figli, vede risultati a lungo, lunghissimo termine.
Oggi 11.11.11, data palindroma senza alcun vero significato (tranne che è d’effetto), un nutrito gruppo di donne attive in rete, ha organizzato una giornata di blogging nazionale per acquistare la pagina di un quotidiano (come fece Diego Dalla Valle per lanciare un’accusa contro la classe politica italiana).
No, non è una cosa assurda, è un punto di partenza, perchè nella pagina che acquisteremo, tutte insieme, verranno proposte all’opinione pubblica 10 richieste di legge, proposte in un’ottica di genere, nella convizione che rappresentino un progresso per tutti i cittadini, uomini e donne.
Per partecipare, come ho fatto io e moltissime altre persone, cliccate qui e prenotate la vostra quota, ma fatelo subito, non aspettate!
Incollo qui sotto le leggi proposte perchè condivido questa battaglia, visto che ci sono dentro fino al collo, senza sapere se ne uscirò sana e salva.
1. Legge per il congedo obbligatorio condiviso. Introduzione del concetto di paternità obbligatoria.
2. Legge per la maternità universale. Ovvero ogni donna che sceglie di diventare madre, sia essa single, sposata, lavoratrice dipendente o precaria, deve aver diritto al sussidio di maternità.
3. Legge per la realizzazione di una reale democrazia paritaria. Una legge elettorale che, come quella campana, preveda la doppia preferenza di genere e una presenza al 50 per cento nelle liste.
4. Legge contro le dimissioni in bianco e incentivi per una maggiore partecipazione delle donne nel mondo del lavoro e delle professioni. Obiettivo: la parità ovunque, anche nei salari.
5. Educazione sessuale e di identità di genere fin dalla scuola primaria su modello di quelle danesi. Istituzione di una Commissione che vigili sull’uso dell’immagine femminile nel mondo dei media.
6. Legge contro la violenza sessuale sul modello spagnolo. Si parte dall’educazione fino alla tutela dei e nei centri di accoglienza delle vittime, all’assistenza legale, alla punizione e recupero di chi opera violenza.
7. Leggi per il finanziamento della costruzione di asili nido di piccole dimensioni ma diffusi sul territorio, e per i tempi pieni di qualità nelle scuole primaria e secondaria di primo grado.
8. Legge che deliberi reali sostegni a tutte le tipologie di nuclei familiari con figli o con anziani a carico. Rivedere anche la legge sulle pensioni di reversibilità che ha danneggiato soprattutto le donne.
9. Una legge sul futuro. Provvedimenti per dare maggiore autonomia, anche economica ai giovani e alle giovani. Sulla proposta di Martine Aubry, finanziare il merito e la realizzazione in tutti i campi: dalla cultura all’industria.
10. Promuovere a tutti i livelli istituzionali, dai Comuni allo Stato Centrale, il Bilancio di Genere, che consente di ripartire in modo equo e più controllato le risorse a disposizione.
Tutte le informazioni su questa iniziativa si trovano sul blog http://2eurox10leggi.blogspot.com: trovate le motivazioni, la rassegna stampa, chi ha aderito, e tutti gli aggiornamenti.
Quando una donna fa politica, cambia la donna, ma quando tante donne fanno politica, cambia la politica. Michelle Bachelet
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Me lo domando anch’io, anche se per ora ho solo un figlio maschio.
Spero davvero che fra trent’anni si possano fare quella risata amara pensando a quello che vivevamo noi!
Ciao mestieredimamma,
Ho scoperto questa iniziativa grazie al tuo post su facebook. Grazie!
(ma davvero in che stato saremo tra 30 anni senza pensione e ancora lì a lavorare per pagare l’affitto e tutto il resto…)
Ciao!
Lau
@owl: sai, credo che le mamme dei maschi abbiano una grande responsabilità nel crescere i loro figli senza pregiudizi e stereotipi
@laurence mi fa piacere!! allora rilancia e condividi dove puoi!
Bella iniziativa che non conoscevo… appena provveduto a prenotare la mia quota!
grazie DAria!