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Nutrire significa Educare

Pubblicato da Mestieredimamma il 4 maggio 2010 Un Commento

Questo è il nome di un progetto sull’alimentazione ideato nella mia città da un gruppo di genitori e nel quale mi sono inserita, diciamo… un po’ di striscio per sentire un po’ di cosa si parlava. Pian piano l’interesse è cresciuto e mi sono avvicinata dando anche il mio contributo.

Ho deciso di raccontare sul questo blog cosa abbiamo fatto finora e dove vogliamo arrivare, se mai ci potrà essere un punto di arrivo! I post che parleranno di questo argomento saranno contrassegnati sul titolo dall’hashtag #NutrireEducare.

Il progetto Nutrire significa Educare è nato dalla proposta di alcuni genitori di un circolo didattico per dare risposta a numerosi quesiti sul tema dell’alimentazione con particolare attenzione al tema del biologico. Successivamente sono stati coinvolti anche i genitori degli altri circoli, dei nidi e genitori di altri comuni del nostro comprensorio.

Alcune delle domande di base da cui si è partiti sono queste:

  • Cos’è il biologico? C’è differenza tra biologico e convenzionale?
  • Cosa significa alimento biologico certificato?
  • L’agricoltura biologica potrebbe sfamare il pianeta?
  • Si possono avere abbondanti raccolti senza usare concimi chimici?
  • Siamo sicuri che il biologico non è una truffa?
  • Come è possibile che i prezzi siano così alti?
  • Come poter spendere meno acquistando prodotti di qualità?
  • In che modo il cibo influenza la nostra salute e quella dei nostri figli?
  • E’ veramente importante che i bambini adottino una dieta biologica in casa e nelle mense scolastiche?

Non basterebbe un’enciclopedia per rispondere a queste domande e il problema è proprio questo: oggi non ci sono ancora pareri uniformi, non c’è una voce autorevole che ti dica sì, questa è la strada! insomma non è come dire che mangiare la verdura fa bene e chiusa la questione.

La cosa più importante che io ho capito da tutto questo lavoro è che c’è un filo conduttore che lega una serie di pratiche che non si limitano al cibo che mangi, ma che passano per tutto uno stile con cui consumi, con cui  acquisti qualsiasi cosa e finiscono per coinvolgere anche la produzione dei propri rifiuti. E tutto questo è un fatto prima di tutto educativo, di autoformazione, di cultura. Che cosa diamo ai nostri figli prima di tutto se non il cibo? Dall’allattamento all’introduzione di cibi solidi, dalle cene in famiglia alla spesa quotidiana. Il cibo ci attraversa ed è espressione del nostro modo di essere, di consumare e, perchè no, di amarci. Il cibo poi ha un contenuto simbolico e di relazione che spesso dimentichiamo, tanto siamo presi dall’abitudine e dalla tradizione.

Nel mio vivere quotidiano sto apportando molti “correttivi”, su alcune cose sono drastica, su altre un po’ più graduale, non ci sono ricette, tanto per stare in tema, e nemmeno assolutismi, ma io e il bio ci stiamo conoscendo e ci piacciamo parecchio :-)

I vari momenti formativi di questo progetto sono stati pensati con l’intenzione di dare innanzitutto delle informazioni di base con un convegno, e poi man mano di entrare in profondità su alcune tematiche con delle serate di approfondimento. Il passo successivo è stato quello di mettere in pratica quanto appreso con corsi di cucina. Infine ci siamo interrogati sui nostri consumi e abbiamo istituito un un gruppo di acquisto solidale di cui ho accennato in questo post.

Infine per dare continuità educativa e per favorire l’interiorizzazione dei vari temi, sono stati coinvolti anche gli alunni, i nostri figli, attraverso la creazione di orti scolastici realizzati in collaborazione con Slow Food.

Stiamo inoltre lavorando a livello locale sulle mense scolastiche: una montagna da scalare!

A seguire ulteriori dettagli…è una storia lunga!

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