Ieri è uscito su Genitori Crescono un mio post sulle scelte ecologiche e il tempo (mi trovate ogni mese sulla rubrica EcoFamiglie Crescono).
L’argomento *tempo* in questo periodo mi tocca particolarmente. O meglio, diciamo pure che …
Scrivo sui blog, gironzolo in rete per piacere e per lavoro (lavoro 1), e faccio anche un po’ la prof (lavoro 2).
Dico un po’ perché non sono mica fissa in una scuola, i precari viaggiano, tappano buchi, spesso incontrano ragazzi a metà percorso (o a metà anno) e a volte ci vuole un po’ di tempo per entrare in sintonia. Ma è un lavoro bellissimo.
Di questi tempi insegno in trincea alle scuole medie. E ogni tanto parliamo di rete, di feisbuk, di cyberbullismo e robe così. E loro, i miei mocciosetti che adoro (non ricambiata), mica lo capiscono che devono settare la privacy del profilo di facebook e smetterla di scrivere cavolate o mettere foto ridicole. O almeno limitarsi, specie quando parlano di altri ragazzi. E di rivolgersi a qualche adulto se vengono ricattati, invece di stare al gioco e rimediare figure colossali o situazioni ancor peggiori da recuperare. Chè un domani anche loro cercheranno lavoro e il cv lo stanno scrivendo così.
Io ci provo, faccio discorsi, *scherzo seriamente*, faccio leggere loro cose che ritengo utili tipo questa e questa per poi parlarne in classe, farli esprimere, far si che si interroghino da soli, che io odio interrogare…. Ma non so mica se mi seguono fino in fondo. Diciamo che so che capiscono tutto, so che sto seminando, ma spero tanto che loro raccolgano prima di combinarne troppe.
Io mi sento da sola a fare certi discorsi, perché la maggior parte degli adulti accusa e vuole frenare l’uso della rete nei preadolescenti (per paure legittime forse), ma non cerca di capire e accompagnare perché non sa da che parte si comincia. Noi adulti siamo impreparati, siamo dei migranti messi a confronto a dei nativi digitali, come ha detto qualcuno. E loro lo sentono.
Il fatto è che gli adolescenti di oggi in rete si sentono un po’ pionieri, vanno in avanscoperta, e provano tutto. I loro genitori in genere non capiscono proprio niente e neanche la maggior parte degli insegnanti (quelli di lettere poi…), che si ostinano a fare le solite letture trite e ritrite sull’adolescenza e sul testo argomentativo (utilissimo eh, niente da dire….). I vecchi accendono internet per cercare un numero di telefono, trovare il posto in cui andare in vacanza, prenotare il treno (i più evoluti).
Sì, la rivoluzione c’è già stata, non serve che ce lo diciamo tra noi. Se state leggendo un blog siete comunque in quella fetta di genitori che sta in rete anche per informarsi, condividere, lavorare e divertirsi, non necessariamente distinguendo nettamente queste cose. Forse per voi (che siete ancora una minoranza) la rete è anche un luogo dove passare del tempo libero, un luogo virtuale dove incontrare persone che conoscete ma anche no, e stringere – si fa per dire – anche dei legami deboli che ritenete comunque buoni e giusti e per niente pericolosi, perché le persone con cui siete in contatto solo virtualmente condividono almeno qualche interesse con voi, ma non vi adescano nè vi ricattano, perchè siete fuori tempo per queste cose.
Ma questo è arabo per la maggioranza. Almeno dove vivo io.
Il problema è che la maggior parte degli educatori, inclusi genitori e insegnanti (e ti pare poco?) non sa minimamente guidare i ragazzi nell’uso consapevole della rete perché banalmente non ci sono mai stati dentro veramente, parlano per teorie dei pericoli di internet ma non sanno che i 2 del primo banco si sono ricattati pesantemente in quel gruppo su facebook, o che nel pulmino per tornare a casa si registrano video provocanti pieni di volgarità che poi chissà che fine fanno, e che quelle due fanno foto assurde e le mettono online e attirano i ragazzini come le mosche. E ti chiedi come sarà quando le tue piccole indifese bambine arriveranno lì, in quel posto pieno di lupi.
Qui è ora di puntare al positivo e far vedere che si può studiare storia con facebook e scoprire cosa succede in Parlamento con twitter, che ci sono siti su cui far man bassa per materiali e contenuti (soprattutto se in classe ci sono ragazzi certificati), anziché additare sempre e solo i rischi… che quasi quasi gli fai venire voglia di capire meglio che cos’è il sexting o il cyberbullismo e vedere di nascosto l’effetto che fa. Come ha detto Silvia internet è un luogo ideale per sviluppare e far crescere la creatività, ed esprimere creatività e talenti ci protegge da un uso passivo e inconsapevole della rete.
Credo che i progetti della Polizia Postale o Navigare sicuri dovrebbero diventare Bibbia, almeno quanto il testo argomentativo o l’Invalsi.
E vedremo come andrà quando toccherà battagliare con le mie due pesti …
Questo post partecipa al Blogstorming speciale Navigare Sicuri su Genitori Crescono sull’uso consapevole della rete. Era per i figli, per i genitori o per gli insegnanti?
E voi cosa ne pensate? Sono troppo positiva? Di questo vengo spesso “accusata”…
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